12 nov 2017

corsi gratuiti bottega scuola mastro santi Regione Toscana



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MASTRO SANTI DEL SERE
VIA NOVA,8 CAP 52031 ANGHIARI (AR)
TEL.0575.789869 - mobile 333.4709726
info@mastrosanti.com
delseresanti@gmail.com

La mia Bottega scuola nei primi mesi dell'anno prossimo, potrà ospitare gratuitamente due candidati grazie ad una convenzione stipulata con la Regione Toscana.
In calce ci sono tutte le informazioni per candidarsi hai corsi di formazione




16 ott 2017

MOBILI RICICLO CREATIVO



MASTRO SANTI DEL SERE
MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA TOSCANA

RICICLO e RESTAURO CREATIVO

nuovo aspetto dell'armadio del 800
È da un po di anni che c'è la tendenza di recuperare oggetti desueti fuori moda oppure rinvenuti dalle discariche, effetto di un consumismo dilagante, ritornare ad un prodotto eco sostenibile che rispetti l'etica , l'estetica e l'ambiente saranno le battaglie future che si dovranno misurare i mercati. L'operazione a cui ho sottoposto degli oggetti che venivano buttati o lasciati da una parte, consiste in modo improprio di un restauro creativo, che vuole dire l'opposto del restauro conservativo. 

armadio della nonna fine 800

Come restauratore di mobili sapevo benissimo come si dovevano restaurare queste sedie o questo armadio della nonna, alle sedie mancavano completamente le spalliere, all'armadio mi piaceva dargli un po di personalità. 
Ricostruire fedelmente la sua forma originale non era un problema, ma perché non dargli una personalizzazione facendoli diventare un pezzo unico? spero che questi manufatti siano contenti della loro nuova veste.







Un   vecchio amico restauratore di mobili Loris, dopo aver cessato la sua attività,  mi ha regalato queste sedie senza spalliera c'ho voluto inserire un intaglio dorato, visto la mia prima attività che era quella della pratica dell'intagliatore.


spalliera foglia oro




















Ora che ci penso, ne ho altre in bottega di sedie che sono o senza gambe o mancano come in questo caso di spalliera, mi sa proprio che farò la stessa cosa con le orfanelle..



Per finire questa carrellata di oggetti "recuperati" visto che avevo delle vecchie mungitoie di quercia ne ho voluto ricavare altri oggetti un stele che raffigura la scalata al paradiso e un trono.





11 ott 2017

riflessioni sull'artigianato scomparso

MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA
ANGHIARI (AR)
TOSCANA 
ITALIA

ESTATE 2017
Riflessioni sull'Artigianato che scompare

Per le vacanze scelgo sempre la fine di agosto e l'inizio di settembre, e dopo un estate che è stata torrida, mi aspettavo un settembre che continuasse  la scia positiva del bel tempo. Così purtroppo non è stato, e dopo tre di giorni trascorsi nel bel Salento , con il camper, ci siamo diretti all'interno della Basilicata per poi approdare a Pompei e Napoli.
Venosa Basilicata mosaico "medusa"

Decidiamo di rivedere gli Scavi di Pompei, sotto un acqua incessante, ma ne vale la pena. Altre volte l'abbiamo vista invece sotto un sole e una temperatura infernale, così possiamo capire gli estremi.
Qui cominciano le mie riflessioni sui mestieri di artigianato artistico tradizionali che come un live motive dicono in molti spariscono . E' strano, ma vedendo nuvoli di turisti stranieri fermarsi ad ogni casa, recuperata o forse meglio dire riesumata dalla antica Pompei, vedendo opere musive affreschi e frammenti di statue, si sente ripetere dal turista,  la meraviglia e lo stupore di queste opere rinchiuse per la loro fortuna , sotto l'eruzione del vulcano. Pensare che in questo momento storico questo tipo di arredamento antico, che tanto ci affascina sembra estraneo alle nostre mode o correnti di abbellire le nostre abitazioni. 

Con questo non voglio dire di rifare o arredare le case in stile dell'antica Roma, ma almeno ci fosse un gusto meno rigido forse meglio dire minimalista rivolto anche al riciclo di oggetti in disuso o astrazioni artistiche alquanto a mio avviso molte volte incomprensibile.
Sono un artigiano che ama l'arte legata alla matematica, non a caso mi diletto all'arte dell'intarsio e vivo nella terra di Piero, Piero della Francesca si intende.
In questo percorso vacanziero passiamo a Capodimonte a Napoli, che visitai da ragazzo con la gita scolastica, mi ricordavo solo del prato davanti al museo dove mi sembra si mangiò un panino e la solita fotografia di gruppo.
flagellazione di Caravaggio


Il museo alla attuale vista della mia età più che matura  di oggi è una'altra cosa,  è splendido, il palazzo  attraversa un percorso sulle varie epoche classiche nei secoli, per concludere come  finale della visita classica, alla deposizione di Caravaggio. 

Svoltiamo stanza e ci ritroviamo negli ambienti dedicati alle istallazioni di  arte moderna. 







istallazione


Non commento il mio stupore verso queste opere, non le comprendo, sicuramente sono un ignorante incallito. Pensare che l'arte moderna la trovo affascinante,  solo per citarne alcuni sulle svariate tendenze artistiche; Peet Mondrian, Andy warrol , Marino Marini, Boccioni, Magritte, Chagal, Escher, per paradosso rimango più affascinato dalla pietà Rondanini, che al tondo Doni di Michelangelo, come mai non mi riesce di entrare in contatto con queste istallazioni... e qui ripiombo sul mio pensiero della presunta fine delle arti applicate.
metropolitana Napoli


Sicuramente in questo momento non ha più senso dipingere o scolpire in maniera accademica, ho visto quadri realizzati con secchiate di colore o pennellate a caso a me sembra, forse mi sbaglio, ma questa è la mia impressione, non sono un critico d'arte sono un umile artigiano che vede così le cose senza se e senza ma se il fine di queste innovazioni artistiche piacciono lo scopo dell'artista che le ha fatte a raggiunto il suo scopo, la provocazione far pensare o meravigliare i visitatori, penso che sia questo infine l'obbiettivo più alto per l'artista che le ha compiute, oppure è il mercato che le richiede, non vorrei essere cattivo ma da buon uomo che sta in un piccolo paese,  ha stretto contatto con la campagna penso che il mercato della speculazione è l'ultimo a decidere.



All'ora come si possono condividere e tener in vita le arti applicate? domanda da un milione di dollari... Sicuramente sta alle mode e alle committenze che investono  su queste discipline, sicuramente le riviste patinate e le grandi distribuzioni che ci propinano arredamenti funzionali, per le abitazioni che hanno spazi sempre più piccoli, non aiutano a promuovere questo tipo di abbellimento nelle nostre abitazioni, che in molti casi si ritiene superfluo.



Ma a parte l'arredamento di contornarsi di oggetti unici nelle nostre abitazioni, che sono per un mercato di nicchia, le grandi multinazionali distruggono i vecchi mestieri, per fare un esempio, molti si domandano perché sparisce il ciabattino, ma  perché la suola riparata costa più di una scarpa comprata nuova in un grande magazzino o nelle e-commerce,  tutti facciamo i conti e paragoni con questa realtà, la grande distribuzione ci aiuta ma allo stesso tempo ci toglie la bellezza, questo è il prezzo che dobbiamo pagare.


progetto parete intarsiata per uno studiolo Mastro Santi Del Sere
La via da perseguire in questo momento è far comprendere il lavoro che sta dietro alla creazione di un oggetto di artigianato, il famoso storytelling, molte persone fanno di tutta un erba un fascio, non conoscono ne i processi produttivi ne la storia che lega la nascita di un oggetto sia di stampo tradizionale o d'innovazione.
Altra considerazione sta nella creatività che è legata alla cultura e al disegno per creare oggetti nuovi, innovativi, di alto artigianato e alla conoscenza dell'applicazione dei nuovi macchinari  tecnologici, che per molti artigiani tradizionali restano un tabù.
Altro punto dolente per le piccole realtà artigiane è dare la possibilità di partecipare a mostre importanti, che  non è possibile per costi onerosi per una piccola bottega artigiana, solamente ditte artigiane strutturate che fanno una produzione consistente, che hanno dei dipendenti, che operano per lui. Il titolare passa più tempo a fare l'imprenditore che al tavolo di lavoro, un altro motivo della perdita delle capacità da tramandare.
Quindi è il commercio  ha una componete primaria per  tenere in vita il lavoro artigianale tradizionale. 



Si stanno verificando delle divaricazioni, un  tipo di artigianato ricercato, che non comprende prodotti seriali, che può essere sostenuto da micro imprese, qualificate che può tramandare il mestiere ed avere un ruolo importante per l'artigianato artistico.
Dovremo aiutare, promuovere e  dare la possibilità di trasmettere il mestiere alle nuove generazioni a queste botteghe riconosciute, sarebbe sicuramente un investimento da parte dello Stato per tenere in vita e creare nuovi professionisti di alto artigianato.
Perchè, non si da l'opportunità, dopo un percorso Liceale artistico, visto che sono stati debellati con la riforma scolastica i gloriosi Istituti D'Arte, ai ragazzi di frequentare un cammino di un piano superiore triennale, come si fa per le lauree brevi con dei percorsi formativi per insegnare il mestiere a giovani promettenti, sfruttando i locali dei Licei artistici esistenti.
Bisogna rendersi conto che il nuovo artigiano rivolto ad un mercato di eccellenza, deve avere una formazione di base, che deve tener presente: cultura, nuove tecnologie, strategie di mercato, sicurezza nei luoghi di lavoro e la conoscenza della lingua straniera, solamente una "laurea" triennale dell'artigianato, oltre alle capacità individuali, può creare l' Artigiano futuro, che a suo tempo ritrasmetterà il mestiere, con nuove soluzioni che il tempo futuro gli darà.
Queste considerazioni vengono da una esperienza diretta, molti genitori credono o si aspettano, che  i Licei Artistici, diano una sensibilità un inizio ad un futuro artigiano del settore artistico, qui mancano a mio avviso le competenze ce troppo distacco tra le botteghe artigiane  e la scuola. Per fare un esempio quando frequentavo la scuola d'arte negli anni settanta già si sentiva il distacco tra queste due realtà.
Adesso i professori specialmente quelli che ti devono insegnare le arti applicate sono architetti o che hanno un acquisito un dottorato, ma non conoscono la materia pratica che dovranno insegnare, è il risultato delle graduatorie per l'insegnamento.
Per ritornare al tema principale della perdita, dei mestieri tradizionali, il restauro potrebbe essere quella attività che necessita di operatori manualmente e mentalmente preparati per operare un restauro, sia conservativo o estetico, ma anche qui in questo momento storico ci sono grosse incongruenze di pensiero.

In questo momento prevale la conservazione più ortodossa sia nell'ambito dei beni culturali e nel settore privato, siamo l'opposto della cultura oltralpe, che privilegia il mantenimento dell'oggetto compreso la sua ricostruzione. La nostra filosofia si basa sulla vita di un manufatto che deve avere un inizio e una inevitabile fine, ma mi domando come mai perché la pietà di Michelangelo, deturpata dal fatto vandalico non è stata lasciata con il naso rotto? eppure è stato un passaggio storico che ha segnato l'opera.


Restauro 2017 finestra con colonnini in pietra serena Mastro Santi Del Sere


Conservare in maniera dogmatica un opera forse nasconde anche la perdita di competenze manuali da parte dei restauratori dal camice bianco, che si diplomano alle Scuole Ufficiali Italiane di Restauro, tutti dottori ma il lavoro poi alla fine va conosciuto e fatto da persone esperte manualmente, non vuol dire che non hanno la testa attaccata al corpo o non hanno una formazione culturale adeguata, forse la pecca di questi artigiani restauratori è che non lavorano in giacca e cravatta. Il pericolo di questa china, purtroppo tutta italiana è di ritrovarsi i soliti accostati o persone piene di se a ricoprire ruoli importanti sia per quanto riguarda il restauro e l'insegnamento.


Sicuramente il restauro può essere quella pratica che può tramandare il saper fare, della cultura artigiana, anche facendo dei falsi e come diceva:


Citazione tratta dal libro di ICILIO FEDERICO JONI "LE MEMORIE DI UN PITTORE DI QUADRI ANTICHI,"

e mi par di udire qualcuno dei tanti arricchiti antiquari, dire: Non antichi, falsi! No, cari signori, i falsi li fanno coloro 'che fabbricano i biglietti di banca, perché si servono della stampa, oppure coloro che fabbricano le monete perché si servono di uno stozzo. Un artista che crea un'opera d'arte originale, pure imitando la maniera di un antico maestro, non fa un falso, ma tutt'al più una imitazione, e crea un'opera d'arte lui stesso. E se poi fa un'opera che, pur rispecchiando il carattere del XIV o XV secolo, non segue la maniera di nessun maestro, allora non è nemmeno una imitazione, ma una creazione vera e propria. Ma qualche Catone arricchito arriccierà il naso a queste mie giustificazioni e le giudicherà assurde.
Se alcuni di costoro ricordassero l'inizio della loro carriera!...
Altro che quadri falsi!...
I.F.J




In questi giorni ci sono le giornate del FAI non sarebbe male far riscoprire le botteghe artigiane  la loro storia e prodotti unici, sicuramente una iniziativa come questa potrebbe aiutare l'artigianato Artistico tradizionale e aggiungerei innovativo, che custodiamo con memoria nelle nostre botteghe


visita programmata di camperisti nella mia bottega





Queste mie piccole riflessioni sulla perdita dei mestieri per adesso finiscono qui sperando, che si risvegli un giorno, spero prossimo, la riscoperta del saper fare e della cultura artigianale che ci ha contraddistinto nei secoli la nostra creatività della nostra terra.


Santi Del Sere

28 giu 2017

Parigi al Palio della Vittoria di Anghiari


Una bellissima mostra   in un Palazzo straordinario


In occasione del Palio della Vittoria di Anghiari il Palazzo Pretorio sede del Comune di Anghiari dall'edizione 2016, si è  iniziata con gli elaborati di Mastro Santi, una serie di mostre, che si susseguiranno nelle edizioni a venire sul tema e sull'epoca della battaglia di Anghiari.
Quest'anno la mostra è stata dedicata agli abiti rinascimentali di Franco Parigi nota  Sartoria che ha cucito abiti per le più importanti rievocazioni storiche non solo della Toscana.

La mostra sarà possibile visitarla fino al 2 luglio 2017


cartellone
foto della mostra


abito nero a destra copia filologica dell'abito con cui fu tumulato Cosimo primo de Medici
Caterina de Medici






27 giu 2017

urne intarsiate preziose dimore






URNE CINERARIE DAL CLASSICO AL GEOMETRICO

Quest'anno sono dieci anni dalla scomparsa di mio fratello Walter, a cui feci una scatola intarsiata, che non doveva essere una cosa che richiamasse il rituale o la funesta sorte,  con simboli o fiorellini, ma qualcosa che identificasse un argomento a lui caro, oppure a motivi che non fanno pensare a oggetti funerei.
In calce quello che scrissi oramai dieci anni fa.

È da quasi tre anni che avevo delle idee per creare dei contenitori intarsiati per contenere le ceneri per l'ultimo viaggio terreno. Ho fatto diversi modelli che ancora oggi sto sviluppando, ma non credevo mai di usare un contenitore per la scomparsa prematura di mio fratello Walterone. Purtroppo per onorare mio fratello ho pensato di raccogliere, quello che ne è rimasto, in un contenitore che rappresenta la battaglia di Anghiari tanto cara a lui. Negli spettacoli che si facevano insieme con la compagnia dei Ricomposti, mio fratello non faceva altro che ricordare la storia della battaglia in maniera semi seria come era il suo modo, sicuramente ci vorrà del tempo, o forse mai più, come un'opera d'arte, per cercare di imitare quelle battute e quel modo di rappresentazione scenica di Walterone. Speriamo che non se la prenda di essere rinchiuso per un po' di tempo nella cassettina.


SCATOLA DELLA BATTAGLIA DI ANGHIARI
Dopo questa prima esperienza volli realizzare delle scatole che potevano essere anche usate per urne cinerarie, venendo dalla mia cultura e professione di restauratore non potevo far altro che prendere oggetti del passato e riproporli in un nuovo valore d'uso. Nelle foto alcuni elaborati. Collezione Preziose dimore.

Tabernacolo e resurrezione di Piero della Francesca  sbalzato in argento pezzo unico.
Cofanetto intarsiato alla certosina pezzo unico
L'occasione di riprendere questo argomento mi è capitata inaspettatamente in questi giorni, dove una Gentilissima Signora mi ha ordinato una cassetta per contenere le ceneri di suo marito. La scatola non doveva essere qualcosa di scontato ma  una cosa che poteva essere anche oggetto di arredamento sobrio e senza richiami allo scopo.
Mi è balenata l'idea di usare una disegno, che ho già realizzato per tarsie applicate ai miei mobili, una natura morta disegnata dal noto artista, nonché mio insegnante ai tempi della scuola,  Gianfranco Giorni. 
Grazie anche alle  indicazioni del committente penso che questa volta ci sono riuscito.

natura morta 26x26x26

 Prossima realizzazione a riguardo, una cassetta intarsiata con i gechi di  Escher dove fine e inizio  e metamorfosi, sono in perpetua continuità come il nastro di Moebius.

cofanetto intarsiato gechi 25x25

corsi intarsio                                          libro sulla tarsia lignea                  restauro mobili intarsiati


23 apr 2017

liceo artistico Anghiari lezioni di restauro mobili


Lezioni impartite da Santi Del Sere “Mastro Santi Del Sere” per ore 30 progetto POF  sul “Restauro” per gli alunni delle classi IV°e V°della sede del Liceo Artistico di Anghiari.

RESTAURO DEL MOBILE


 cassapanca prima del restauro



Stato di conservazione, Il mobile databile alla metà del settecento, presentava numerose parti sconnesse un frammento di  piede nel fronte, apertura  in tutta la sua lunghezza nel coperchio, numerosi fori di attacchi di insetti xilofagi, (tarli) sporco diffuso in tutte le superfici.

Interventi di restauro, operato dagli allievi durante le lezioni:
Rimozione dei supporti che tenevano unito il coperchio, reintegrazione con“sverzatura” con stesso legno di noce. 


Inserimento della “sverzatura per riportare a misura il piano della cassapanca,  ritiro provocato dal tempo



Metodi di Reintegrazione delle parti mancanti e delle cornici, nozioni d’interventi ad incastro per una adeguata unione con il supporto originale.



Nelle foto:
Reintegrazione del piede della cassapanca.


Metodi sull'uso della rasiera, e degli utensili da intaglio e la loro arrotatura, usati per la ripulitura delle varie parti reintegrate   nel piano della cassapanca.




















Conoscenza e preparazione dei vari stucchi: epossidici araldite, poliesteri, stucchi da rasatura (gesso di bologna, con colorazione di  terre e ossidi di vari colori)

Decapatura, conoscenza di ripulitori chiamati comunemente “sverniciatori”
Disattivazione dei  solventi uso e preparazione delle 4 A per ripuliture “calibrate”


Stuccatura

Ripulitura con decapante neutro di una parte del fronte del mobile








Preparazione e uso dei coloranti e mordenti per ricostruire e accompagnare le reintegrazioni con la patina antica del mobile (Restauro estetico)

Nozioni sulle varie tecniche usate durante i secoli per la lucidatura del mobile.

Preparazione della gomma lacca

esempi sulla lucidatura a tampone alla francese

lucidatura a cera adoperata per la finitura della cassapanca






17 apr 2017

Lezioni di restauro Liceo artistico di Anghiari



Restauratore Ebanista 

PREFAZIONE 

Nel lontano 1986 mi capitò, per caso, d'insegnare intarsio nella mia scuola d'Arte di Anghiari. Mi sono ritrovato a rifare questa magnifica esperienza in questi mesi presso il Liceo, ad insegnare restauro del mobile, specialità unica in Italia dell'allora Istituto d'Arte. L'impressione che ho avuto e quella di ritrovarmi dall'altra parte, della barricata, mi sembra ieri quando frequentavo da studentello un po tanto svogliato la scuola. Di cose ne ho apprese tante durante la mia carriera di artigiano restauratore e ho cercato di trasmettere, speriamo di esserci riuscito, ai ragazzi il mio entusiasmo per questo bellissimo lavoro. In queste pagine cerco di sintetizzare le piccole nozioni, penso significative, che ho cercato di trasmettere ai ragazzi volenterosi del Liceo Artistico.

Relazione inerente alle lezioni impartite da Santi Del Sere “Mastro Santi Del Sere” per ore 30 progetto POF  sul “Restauro” per gli alunni delle classi IV°e V°della sede del Liceo Artistico di Anghiari.

Le lezioni ha avuto un momento preliminare teorico dove tramite documentazioni fotografiche di lavori eseguiti nel mio laboratorio dove sono stati affrontati i seguenti argomenti: 
metodi d'intervento di sul restauro conservativo ed estetico
Anastilosi, filologia e riedizione critica applicata ad eventuali reintegrazioni, tecniche di reintegrazione e la loro reversibilità di un intervento di restauro
Strumenti per la diagnosi, materiali di uso corrente in laboratorio preparazione di vari tipi di colle, stucchi  a base di resine epossidiche, bi componenti araldite, decapanti, coloranti , riconsolidanti e tecniche di lucidatura nelle varie epoche
compilazione della scheda tecnica e progetto di restauro.

Gli oggetti per le lezioni pratiche sono stati individuati in una cassapanca in noce del XVIII° secolo, di un intaglio indorato del settecento di un frammento intarsiato e di due candelabri.

  

  


RESTAURO DELLA DORATURA E LACCATURA

Stato di conservazione, prima degli interventi di restauro eseguiti dagli allievi.
I candelabri riportavano ampie lacune di mancanza di colore e della argentatura a mecca, parti strutturali sconnesse piccole reintegrazioni da operare nei piedi dei manufatti.
Le nozioni applicate al restauro  della disciplina della doratura e laccatura di due candelabri, sono state impartite con le seguenti operazioni  che si sono succedute durante l’intervento  del restauro:
Preparazione del gesso e colla di coniglio per l’Ammanitura e la ripresa delle lacune.
Uso di  leganti acrilici per interventi di restauro e consolidamento, che hanno un’azione meno forte e compatibile con un oggetto degradato dal tempo.

Ripresa del colore, sono state eseguite con colori a tempera reversibili. Esempi sulla preparazione del colore con terre e ossidi con vari tipi di legante, gomma arabica, colla di coniglio e sostanze acriliche. 

Operazioni per  la preparazione alla doratura 
Levigatura del gesso che è stato riportato nelle varie lacune del candelabro.
Uso dei vari tipi di bolo, giallo, rosso armeno e nero, la loro preparazione,  aggiunta di colla di coniglio o  colla di pesce per costituire un composto più leggero meno forte per interventi di restauro su materiali indeboliti dal tempo. 
La scelta del colore del bolo per la  preparazione del fondo a secondo del tipo di foglia d’oro o argento che vogliamo adoperare. Esempi bolo giallo come nel caso del candelabro per una colorazione finale a mecca; bolo rosso armeno più appropriato per l’uso di foglia oro, bolo nero per un’argentatura.

  

FINE PRIMA PARTE